Duecento milioni di chiavi per conquistare il mondo

VITTORIO VENETO,

Da Vittorio Veneto. Nata quasi 40 anni fa, la trevigiana Silca oggi è presente in tutto il mondo, a partire dagli Stati Uniti
Mentre cadeva la cortina di ferro l’azienda conquistava gli Stati Uniti. Ad inizio anni 2000 il legame con la svizzera Kaba

Prendete un mazzo di chiavi, non importa se aprono la porta di casa o il portone dell’ufficio. Controllate la scritta incisa e avrete molte possibilità che ci sia scritto il nome Silca. La multinazionale con sede a Vittorio Veneto, nel Trevigiano, è l’azienda leader nel campo della fabbricazione di chiavi e di macchine per la duplicazione di chiavi. Ne produce 200 milioni l’anno, quasi sette al secondo.

Quarant’anni di storia
Silca è una sigla coniata quasi 40 anni fa quando alcuni artigiani fondarono la Società italiana lavorazione chiavi e affini. A Vittorio Veneto fu creata negli anni Settanta una linea completa di macchine per la duplicazione di chiavi con una suddivisione per prezzo che permise già allora di conquistare una larga fetta del mercato italiano. Già 12 anni dopo l’azienda, che aveva abbandonato le dimensioni artigianali per diventare una realtà industriale, aprì la prima sede all’estero, a Londra, e l’anno successivo in Germania. Mentre in Europa cadeva la cortina di ferro, Silca avviava una produzione oltreoceano aprendo la filiale di Twinsburg, nell’Ohio. Una politica di rafforzamento del mercato domestico portò l’azienda trevigiana a costruire in un’area adiacente allo storico stabilimento una nuova struttura. La capacità produttiva negli anni Novanta passò agli attuali 30mila metri quadrati. Con l’affacciarsi del nuovo secolo, per strutturare meglio l’offerta nel mercato straniero, la Silca strinse un accordo con la multinazionale svizzera Kaba, azienda leader nel campo dei prodotti di sicurezza. Silca entrò così all’interno di Kaba diventando leader esclusivo nel settore delle chiavi e delle macchine per la duplicazione delle chiavi.

Realtà multinazionale
Dal 2011 amministratore delegato di Silca Spa è Stefano Aurelio Zocca, 50 anni, originario di Varese. Da quest’anno è anche Chief operating officer dell’intera Divisione Key Systems della multinazionale elvetica. “Siamo presenti in oltre 130 paesi del mondo e i nostri prodotti sono destinati sia al mercato delle chiavi di ricambio sia al mondo industriale - spiega l’amministratore delegato -. Per il primo canale i nostri prodotti vengono utilizzati dagli specialisti della duplicazione, mentre a livello industriale serviamo i maggiori produttori di serrature per l’utilizzo edile e i migliori produttori di serrature e chiavi per l’industria automobilistica che possono contare su certificazioni importanti che garantiscono l’affidabilità e la qualità dei nostri prodotti e processi produttivi”. La Divisione Key Systems di Kaba conta 1300 dipendenti nel mondo, che lavorano in Stati Uniti, Colombia, Italia e in India. Silca occupa a Vittorio Veneto 400 dipendenti. La divisione Key Systems di Kaba, azienda quotata alla Borsa di Zurigo, ha chiuso un consolidato 2013 di 186,2 milioni di franchi svizzeri. L’ultimo fatturato di Silca si è chiuso superando quota 50 milioni di euro.

Innovazione continua
“Nella produzione chiavi - aggiunge l’amministratore - Silca introduce ogni giorno almeno due nuovi modelli a catalogo per qualsiasi tipo di applicazione e per gli utilizzi più vari. Negli ultimi anni di particolare rilievo e interesse tecnologico è stata la ricerca di soluzioni innovative per le chiavi veicolo, quelle con la componente elettronica all’interno, che hanno portato all’introduzione di una tecnologia denominata Gti, acronimo di Glass Transponder Innovation in cui Silca, prima al mondo, ha reso disponibile una soluzione assolutamente all’avanguardia per la riproduzione presso i centri duplicazione di questa tipologia di chiavi”. Per i macchinari destinati alla duplicazione, molte sono le proposte che ogni anno vengono sviluppate ed introdotte nei diversi mercati del mondo. Tra le più tecnologiche citiamo Protech e Optika. La prima è una stazione semi industriale automatica dalle performance più che competitive nella cifratura e incisione di diverse tipologie di chiavi, la seconda è un dispositivo di lettura e identificazione, oltre che di rilevazione della cifratura della chiave tramite tecnologia laser. Molti i progetti dedicati a macchine duplicatrici di chiavi elettroniche destinate agli specialisti e ai mercati più evoluti, unitamente ad una gamma voluta e progettata per i mercati emergenti che approdano al servizio duplicazione chiavi con esigenze del tutto differenti.

I progetti futuri
“L’obiettivo di Silca è quello di consolidare e sostenere la propria market share nei mercati in cui da tempo operiamo con successo, espanderci con sempre maggiore decisione nelle aree del mondo in cui la nostra presenza non è ancora sufficientemente diffusa e capillare. In tal senso la nostra strategia in termini di innovazione di gamma si base sullo studio di prodotti e gamme di prodotti altamente competitivi studiati ad hoc per soddisfare le esigenze dei mercati di riferimento”. Così per Zocca Vittorio Veneto rappresenta, assieme agli stabilimenti produttivi in India, Cina, Colombia, uno “snodo nevralgico che supporta la strategia di espansione che ci siamo prefissi per il prossimo futuro, e che supportiamo con la presenza commerciale e lo studio delle aree del mondo più interessanti in termini di crescita tra cui, oltre alla Cina, l’India, l’Indonesia, la Malesia, il Giappone tra i principali ma non gli unici”.

Fiori all’occhiello
La divisione Key Systems di Kaba è rappresentata da due aziende che hanno massima autonomia. Ilco per il Nord America e Silca che vende chiavi in Europa, Medio Oriente, Asia Pacifico,mercati emergenti e Sudamerica. Opera commercialmente attraverso marchi indipendenti. Fiore all’occhiello della Silca è il settore ricerca e sviluppo, formato da una cinquantina di persone. Gli ingegneri che ci lavorano hanno in media 35 anni. L’attenzione al dipendente e il dialogo con le parti sindacali hanno portato l’azienda ad accettare forme di flessibilità nell’orario di lavoro. Così l’estate scorsa, segnata per più settimane consecutive da temperature proibitive nelle ore centrali della giornata, le parti avevano siglato un accordo per anticipare l’orario di ingresso in fabbrica agli addetti delle macchine che lavorano con l’olio lubrificante ricevendo il plauso del sindacato e di Confindustria.

Fonte: Economia Nordest
Autore: Antonino Padovese

Scarica l'articolo