Temperature tropicali: la Silca anticipa gli orari

VITTORIO VENETO,
Lo stabilimento Silca S.p.A. di Vittorio Vento

Temperature tropicali: la Silca anticipa gli orari

VITTORIO VENETO – Proroga del premio integrativo su parametri ben accetti dalla parte sindacale come qualità, efficienza e redditività, fissati già dal 2010, accordo sull’anticipazione al mattino dell’orario di lavoro per togliere agli operai il disagio e la fatica dell’affrontare il lavoro nelle ore più calde della giornata nei mesi estivi. Alla Silca, azienda leader nella produzione di chiavi e macchine duplicatrici dopo le assemblee nella zona industriale di San Giacomo, è stato raggiunto un ulteriore importante accordo anticrisi.
Come conferma Paolo Pagotto segretario provinciale Fiom: «Questa proroga sulle basi di efficienza, redditività e qualità è un segnale importante, non solo dal punto di vista economico - ma è anche accompagnato da notizie confortanti su una situazione industriale che pare abbia ritrovato buona continuità nei volumi».
Per sapere a quanto ammonterà il premio integrativo bisognerà attendere il mese di settembre, e capire l’indice di redditività dell’azienda che essendo nel gruppo Kaba è quotata in borsa.
I segnali sono positivi, e si stanno traducendo anche in investimenti e nuovi prodotti di assoluta qualità da lanciare sul mercato.
Per quanto riguarda l’accordo sull’orario di lavoro estivo, questo sarà deciso a breve: azienda, Fiom e Rsu aziendali sono d’accordo sull’obiettivo di evitare le ore più calde ai lavoratori della Silca. Sarà anticipato l’orario mattutino, forse di un’ora o poco più, per sfruttare le ore più fresche del mattino. E anticipare l’uscita considerato che nei mesi più caldi si raggiungono nei reparti temperature tropicali.
«L’alto livello qualitativo, anche nelle condizioni di lavoro e il sostegno a investimenti e al reddito - dice Pagotto - sono quelle ricette che noi auspichiamo e avalliamo per uscire dalla crisi. Se non la affrontiamo con strumenti efficaci abbiamo visto che ben presto si arriva alla eliminazione o riduzione dei premi se non addirittura al lavoro gratis come con sconcerto abbiamo letto in questi giorni. Il risultato è che il peso della crisi grava sulle spalle di chi lavora».

Fonte: Il Gazzettino
Mercoledì 10 luglio 2013
Autore: Fulvio Fioretti

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